San Lorenzo Martire

Interno chiesa di San Lorenzo Martire

Si trova sulla piazza principale di Formello, adiacente a Palazzo Chigi. Citata in una bolla di Benedetto IX del 1033, la chiesa medievale è stata sostituita nel 1554 da un nuovo edificio progettato da “Guidetto architetto fiorentino”. Si tratta probabilmente di Guidetto Guidetti, collaboratore di Michelangelo e di Giacomo Della Porta. Caratterizzata da tre navate, cinque cappelle e una cospicua presenza di peperino grigio la chiesa conserva ancora gli affreschi della Presentazione della Croce e della Madonna in trono col Bambino e Sante Vergini. Sono due opere del 1576 attribuite – sulla base dei documenti dell’Archivio Orsini – a Donato Palmieri, allievo e collaboratore del Vasari. Stessa mano anche per il dipinto San Lorenzo in carcere battezza il suo carceriere che si trova su un altare maggiore in stucco con alla base lo stemma della cittadina. Il soffitto in legno a cassettoni risale al 1866.  San Gregorio Magno e Santa Francesca Romana che intercedono presso la Madonna a favore delle anime purganti  è invece sull’altare di destra, mentre tre opere del 1792 di Antonio Pennisi sono lungo la navata di destra: La Flagellazione di Cristo, Santi Pietro e Paolo e San Bartolomeo. La chiesa conserva una fonte battesimale lignea di recente restaurata.

Meridiana

Meridiana di San Lorenzo MartireUna delle attrattive artistiche e insieme scientifiche della chiesa di San Lorenzo Martire è la Meridiana, costruita nel 1795-96 dal parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, Luigi de Sanctis. Il sacerdote fece da astronomo, da matematico e perfino da scalpellino. L’eccezionale opera costò all’allora arciprete, don Francesco Volponi,  20 scudi.  La meridiana di San Lorenzo a Formello è l’unica del Lazio “a camera oscura”, se si fa eccezione di Roma, dove esiste quella della basilica di Santa Maria degli Angeli. Nel 1958 fu rimossa e al suo posto fu collocato un nuovo pavimento. Quindi l’allora parroco don Luigi Peri, nel 2006, ne ritrovò un grande frammento e affidò il recupero a Mario Catamo e Cesare Lucarini. All’inizio fu ripristinata la “testata meridionale” dell’orologio solare: una pietra tombale con incisi i segni dello Zodiaco, versi poetici ed indicazioni orarie. Altri elementi sono stati aggiunti successivamente. I due esperti, dopo numerosi calcoli, hanno ricostruito lo strumento astronomico che – grazie al foro preesistente sulla parete all’altezza di circa 6 metri e 70 centimetri  – è tornato svolgere la sua “funzione calendariale”. In origine era utilizzata anche per rilevare il mezzogiorno solare per regolare l’orologio della torre campanaria.

Il Sole fuori e dentro… la Chiesa – 2006 (pdf)

San Michele Arcangelo

San Michele ArcangeloLa chiesa è inclusa nell’elenco delle parrocchie di Formello nel 1236. Con pianta ad unica navata, presenta lateralmente  due altari e al centro l’altare maggiore. Conserva dell’originaria architettura romanica soltanto il campanile, mentre l’aspetto della chiesa – abbandonata per anni e bisognosa di numerosi restauri – risale al XVII secolo. Alla fine del ‘500 l’altare maggiore fu staccato dal fondo dell’abside, che rimase nascosta dalla struttura di stucco che ospitava la tela di San Michele. Gli affreschi absidali scomparvero e rimasero visibili le tracce di alcune parti, mentre sulla calotta restano tracce di un Cristo tra cherubini datato a fine XV secolo. Sui lati estremi San Giovanni Evangelista e un santo monaco. Di particolare interesse è una Custodia degli olii santi in marmo. Si tratta di un bassorilievo a forma di cappellina con una colomba dello Spirito Santo del tardo ‘400. La chiesa viene aperta solo in particolari occasioni.

Sacro Cuore

Chiesa del Sacro CuoreDisegnata secondo canoni architettonici moderni, la chiesa è costituita da una grande sala in fondo alla quale è posto l’altare e, in una cappella a destra, il Santissimo Sacramento. Sull’abside un’opera pittorica con raffigurato Cristo porta la firma della pittrice e scultrice Gabriella d’Aiuto, che l’ha realizzata con una tecnica d’incisione su cemento e relativa colorazione in perfusione. La posa della prima pietra della chiesa del Sacro Cuore de Le Rughe avvenne nel 1989. Tre anni dopo, il 26 giugno 1992, era l’allora vescovo Divo Zadi a celebrare la prima funzione religiosa al suo interno. L’inaugurazione venne fatta dal sindaco dell’epoca, Alessandro Porta, e dal parroco del tempo, don Angelo Mechelli. Era stato quest’ultimo a volere la costruzione della chiesa per dare un luogo di culto agli allora mille residenti de Le Rughe che altrimenti avrebbero dovuto percorrere parecchi chilometri per raggiungere una chiesa.  L’ingegner Guidi curò la staticità del fabbricato.